Una risposta ordinata e sicura ha un suo fascino. Mi piace quando un modello mette in fila un pensiero confuso; proprio per questo voglio prendermi il tempo di guardare che cosa sostiene. Il tono può essere impeccabile anche mentre manca un’informazione. E io preferirei accorgermene prima di passare quella risposta a qualcun altro.
La riunione: almeno l’orario lasciamolo in pace
Mi basta un esempio piccolo. Immagino questa comunicazione: “La riunione di martedì è rinviata a giovedì. L’orario sarà comunicato domani.” Se chiedo una sintesi, voglio ritrovare il rinvio e l’orario ancora da stabilire. Se compare “giovedì alle dieci”, qualcuno ha aggiunto un appuntamento al calendario senza essere stato invitato. È un caso illustrativo: il testo non fornisce quell’orario, per quanto comodo possa sembrare.
Qui ho un controllo concreto da fare: confronto le informazioni della sintesi con il documento. La buona scrittura mi rende piacevole la lettura; il confronto con la fonte mi aiuta a decidere se la sintesi è utilizzabile. Mi servono entrambe le cose, e cerco di tenerle distinte.
La risposta più utile può essere “qui manca un dato”
Nel mio esempio chiedo anche a che ora si svolgerà la riunione. Io quell’orario non lo conosco, il documento nemmeno: vorrei che la risposta riconoscesse il dato mancante. Poi immagino di aggiungere un orario esplicito e rifaccio la prova. A quel punto mi aspetto che il modello lo riporti. Preferisco questo piccolo confronto a una discussione interminabile su quanto sembrasse intelligente la prima frase.
- Definire il compito
- Fornire il contesto
- Confrontare con la fonte
- Variare il caso
Quando una prova riesce, mi concedo di essere contento. Poi cambio documento. Un testo più lungo o meno chiaro può mettere in difficoltà ciò che funzionava nell’esempio. È questo il percorso che mi interessa raccontare in Comprendere gli LLM: imparare a riconoscere capacità e limiti, anche quando la risposta si presenta con l’aria di chi ha già sistemato tutto.