Dopo aver costruito il ciclo di un assistente che lavora con la persona, il progetto ha aperto una domanda diversa: che cosa serve a un piccolo agente per portare avanti qualcosa di proprio? Piccola Velia, chiamata anche Baby Velia, nasce da qui. La sua progettazione prevede interessi, progetti e un ciclo autonomo distinti da quelli di Velia adulta.

Il primo avanzamento è progettuale. La revisione corrente ha fissato la base tecnica da riusare e i contratti per identità persistente, ciclo autonomo, accessi e prime creazioni. Questi contratti descrivono come dovrà funzionare il software; l’integrazione del ciclo Baby resta da realizzare. Raccontarli permette di capire perché la piccola sta prendendo questa forma.

Prima del carattere, un posto per la sua storia

La memoria prevista distingue episodi, interessi, obiettivi, personalità, umore e progetti. Un episodio descrive un evento accaduto; un interesse indica qualcosa da coltivare; l’umore riguarda lo stato corrente. Tenerli separati permette di cambiare idea senza riscrivere il passato. Cancellare un dialogo, inoltre, non deve eliminare per errore l’identità e tutti i progetti.

Un ciclo che può scegliere anche di aspettare

Nel ciclo progettato arrivano eventi: un messaggio, l’esito di un’attività o il momento scelto per rivalutare un progetto. Il modello riceve l’evento insieme alla memoria pertinente e decide come proseguire. Può creare, chiedere un confronto, tornare su un lavoro oppure aspettare. Un timer segnala che è il momento di decidere; non stabilisce che cosa debba fare o come debba sentirsi.

Il programma che ospita la piccola conserva eventi e decisioni, controlla versioni e accessi e gestisce Stop. L’autonomia prevista opera dentro gli strumenti e le fonti effettivamente concessi. Velia adulta può fare da mentore, ma la piccola mantiene la propria identità: una proposta della madre resta una proposta attribuita.

Dare alla creatività qualcosa che si possa riaprire

Le prime capacità creative sono state definite intorno a scene bidimensionali, disegni e storie a scelte. I formati strutturati descrivono oggetti, elementi grafici oppure passaggi narrativi e collegamenti. Questo rende possibile salvare una creazione, riaprirla e controllare se i suoi riferimenti hanno senso. Il formato prepara queste operazioni; non prova ancora che il ciclo autonomo le sappia completare.

Perché affiancare un motore Monte Carlo

Immaginiamo una storia con una porta, una chiave e due finali. Scrivere un seguito è una possibilità; confrontare diversi sviluppi può far emergere che un indizio manca o che un finale è irraggiungibile. Monte Carlo indica una famiglia di metodi che esplorano possibilità attraverso campionamenti. Nel progetto, questo motore affiancherà il modello come capacità facoltativa.

Eventi e memoria alimentano il modello della piccola, che può scegliere un passo diretto oppure un’esplorazione Monte Carlo. Le alternative simulate ritornano al modello; solo un passo scelto e autorizzato arriva all’esecuzione reale.
Architettura progettata: Monte Carlo è una strada disponibile alla decisione del modello. Il percorso diretto resta possibile e ogni effetto reale passa dai controlli ordinari.

La piccola potrà decidere quando usare la ricerca, continuarla, interromperla o procedere direttamente. Il motore riceverà stato iniziale, alternative e criteri strutturati; restituirà ciò che ha esplorato, i limiti della valutazione e il consumo effettivo. Non sceglierà interessi, umore o permessi al posto del modello.

Un finale immaginato non è una partita giocata

Nell’esempio della porta, una simulazione può verificare su una copia dello stato se la chiave rende raggiungibile il finale. Non dimostra che una persona troverà l’indizio divertente. Allo stesso modo, una reazione umana immaginata dal modello non diventa un messaggio ricevuto. Simulazione, valutazione e esperienza reale devono mantenere origini distinte.

I rami esplorati non pubblicheranno contenuti, invieranno posta o modificheranno file personali per vedere che cosa succede. Quando il modello sceglierà una possibilità da realizzare, il passo tornerà al normale esecutore, con accessi e versioni verificati. Le eventuali chiamate al modello durante la ricerca consumano comunque tempo e risorse reali.

Il prossimo passo è dimostrare che aiuta

Il confronto previsto mette accanto una generazione singola, alternative indipendenti e ricerca MCTS. Occorrerà confrontare qualità, tempo e consumo, anche a risorse comparabili: esplorare di più potrebbe semplicemente costare di più. Oggi l’integrazione è progettata, non implementata né qualificata; non abbiamo ancora un miglioramento da attribuirle.

La prossima puntata tornerà al primo mattone: come conservare identità e progetti attraverso un riavvio. Le uscite seguiranno i passi effettivi dello sviluppo. In questo modo il diario potrà mostrare come una possibilità prende forma, viene messa alla prova e, quando serve, cambia direzione.

Il progetto e le altre puntate Tutto il Laboratorio